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Rossella Pani è la prima consacrata dell'Ordo Virginum nella diocesi di Imola   versione testuale

Sabato 13 ottobre alle 20.30 in cattedrale la messa di consacrazione celebrata dal vescovo mons.Tommaso Ghirelli


 «Mettimi come sigillo sul tuo cuore, come sigillo sul tuo braccio”. La frase che l’amata del Cantico dei Cantici pronuncia all’amato è la stessa che Rossella Pani ha scelto per la sua consacrazione. Non ci sono veli né conventi per la 36enne lughese che sabato 13 ottobre entrerà a far parte dell’Ordo Virginum, una particolare vocazione femminile che ha origini antichissime e che è stata ripristinata con il Concilio Vaticano II. Nella cattedrale di San Cassiano alle 20.30, in una messa celebrata dal vescovo monsignor Tommaso Ghirelli, sarà la prima consacrata della Diocesi di Imola
Dopo un legame non chiaro con una persona ed un periodo per nulla facile, racconta Rossella, nell’agosto del 2012 ha raggiunto il campo giovani dell’Azione Cattolica a Cracovia in Polonia. «Sono stata quattro giorni insieme ai miei amici e lì è successo tutto: davanti alla Madonna di Czestochowa mi è balenato questo pensiero: “Signore, non è che tu mi vuoi per te?”. Inizialmente non avevo capito niente ma mi ha scosso la novità di un pensiero che mai era passato per la mia testa. Questa intuizione l’ho tenuta segreta per mesi senza dirlo a nessuno». Poi la morte del padre ed un intenso discernimento con il padre spirituale hanno fatto maturare una convinzione ben precisa. «È come se avessi messa tutta me stessa su un tavolo e guardandomi avessi dovuto riscegliere ogni singola cosa alla luce di quel desiderio che mi era sorto nel cuore. È stato un lavoro molto faticoso ma determinante per capire che il mio desiderio era di consacrarmi al Signore». Inizialmente la ricerca è stata condotta nella direzione degli istituti secolari prima di scoprire, quasi casualmente, l’esistenza dell’Ordo Virginum attraverso un dialogo con un sacerdote lombardo. Nello stesso anno era uscita una nota pastorale della Cei che parlava proprio di queste donne che hanno aiutato Gesù nei suoi tre anni di vita pubblica. Dopo averlo detto al vescovo Ghirelli ha scoperto che c’erano già vergini consacrate in tutta la Romagna e addirittura una decina di donne stavano vivendo la sua stessa situazione. 
Un percorso lungo e per nulla facile, fino ad arrivare al 6 maggio 2017 quando, al cospetto, del vescovo, ha ufficializzato la sua candidatura (nella foto mentre è nella sua parrocchia a San Francesco di Paola). «Questi sei anni non sono stati tutti uguali: i primi due, ad esempio, sono stati una bomba! Poi ci sono stati momenti in cui ho avuto paura di sbagliare ma la mia scelta non l’ho mai messa in discussione. Per me è sempre stato un tornare all’origine e ricordare che questo desiderio non è stata una scelta mia ma di qualcun’Altro che me l’ha messa dentro».
Ma qual è, in fondo, il carisma dell’Ordo Virginum? Le consacrate si distinguono per cinque caratteristiche: l’essere vergine, sposa, madre, figlia e sorella. «Inizialmente, infatti, il lavoro è stato tutto concentrato su questo – continua Rossella -. Poi tre aspetti che caratterizzano l’ordine: la verginità, cioè essere spose di Cristo, la laicità, ovvero continuare a condurre il proprio lavoro e vivere nella propria casa, e la diocesanità, lo stretto legame con il vescovo da cui dipendiamo. Abbiamo trattato la spiritualità, la fede, ma anche aspetti molto pratici come il rapporto con la comunità diocesana, il tempo libero, la gestione dei beni e degli affetti. È molto interessante vedere come la vocazione cambia il modo in cui si trattano le cose» conclude Rossella.

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