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Due coniugi della diocesi all'incontro con il papa a Dubino:«Dall'amore coniugale la salvezza del mondo»   versione testuale

Moreno Folli e Federica Marri fanno parte dell'Ufficio Pastorale della Famiglia. Dal 21 al 26 agosto hanno partecipato al IX incontro mondiale delle famiglie svoltosi a Dublino. Di seguito il loro racconto.


La partecipazione a questo evento ci ha consentito di incontrare famiglie e religiosi di ogni continente che hanno condiviso - durante il convegno che ha preceduto l’arrivo del Papa in Irlanda - riflessioni, esperienze, buone prassi pastorali. Ogni giornata ha approfondito una delle virtù teologali coniugandola con il vissuto delle famiglie riletto alla luce dei diversi capitoli dell’ Amoris Laetitia : essere seguaci di Gesù, riservare tempo alla preghiera quotidiana, seguire la vita della chiesa, riconoscerci parte di una famiglia cristiana più ampia, unirsi intorno all’Eucaristia, essere testimoni della fede, ecco i consigli semplici che le famiglie presenti hanno ascoltato dai relatori affinché le nostre famiglie possano testimoniare il vangelo della gioia.
Altre riflessioni, durante i tre giorni del Convegno, hanno illuminato altri aspetti della famiglia, legati alla società e all’economia: gratuità, reciprocità, generatività (Zamagni), amicizia, perdono e verità (Kinsella), il dono e la condivisione (Bruni) sono beni "relazionali" che vengono generati in famiglia e dati quasi per scontati dalla politica e dall’economia che ancora stentano a riconoscerne il valore sociale. Nella giornata di venerdì l’intervento del cardinal Bassetti sull’esortazione apostolica ci ha ricordato che "dalle famiglie passa la salvezza del mondo" perché l’amore coniugale non è solo sentimento, "è l’ansia per l’infinito propria di ogni uomo" che conduce a Dio. Siamo stati esortati ad imparare la "cultura del rammendo", la capacità di ricucire le relazioni umane in una società sempre più sfibrata e lacerata dall’individualismo e dalla cultura dello scarto.

La festa
Anzi le feste: venerdì sera tutti gli italiani presenti a Dublino si sono incontrati nella parrocchia di Saint Joseph per la celebrazione della messa e per condividere un momento conviviale insieme all’ambasciatore italiano a Dublino. Abbiamo incontrato famiglie di ogni regione, dalla Lombardia alla Sicilia, ascoltando le musiche tradizionali irlandesi suonate dai ragazzi del quartiere che ci ospitava e partecipando allo spettacolo preparato per i molti bambini e ragazzi che ci hanno accompagnato in questa avventura. Il sabato pomeriggio il Croke park - lo stadio della città - si è riempito di famiglie in festa per ricevere il benvenuto della città e accogliere papa Francesco. La sua riflessione a conclusione della festa, è stata improntata alla dolcezza e alla vicinanza alle famiglie: riprendendo i contenuti delle testimonianze offerte da famiglie provenienti da tutti i continenti ha sottolineato in particolare il valore del perdono in famiglia, un approccio critico e moderato all’uso dei social media, l’importanza dei rapporti intergenerazionali per la coesione della famiglia e il contrasto a quella "cultura dello scarto" che ritorna in molte delle sue riflessioni. Non sono mancate le tre parole - scusa, per favore e grazie - , strada maestra di relazioni autentiche in famiglia e nella società.

La celebrazione
Domenica mattina, percorrendo una Dublino silenziosa per via del blocco del traffico, abbiamo apprezzato la differenza con la vita caotica, festosa ed esuberante che aveva caratterizzato le passeggiate serali dei giorni precedenti nel centro della città; la vista di tanti pellegrini, di un popolo in cammino per incontrare il Signore ci è parsa una metafora efficace del giorno della domenica, un giorno vissuto con uno stile diverso rispetto agli altri.
Il Papa, durante la celebrazione, ha nuovamente chiesto perdono per il male compiuto verso i piccoli e i deboli, per la mancanza di compassione, per i silenzi colpevoli che hanno attraversato la comunità cristiana in questi decenni ribadendo la necessità di un cambiamento e indicando anche nella famiglia, nel "Vangelo della famiglia: gioia per il mondo" una strada di santità quotidiana.
La chiesa mostra, in questi momenti, i mille volti con cui il Signore si manifesta e, allo stesso tempo, il desiderio di unità, il riconoscimento del valore e della ricchezza reciproca che può illuminare un sentiero a chi è fermo, lungo la strada. Siamo grati di avere condiviso con i nostri figli, con il nostro vescovo Tommaso Ghirelli, con tante famiglie e con tanti pastori questo incontro mondiale perché avevamo bisogno di ringraziare per questa Chiesa faticosamente in cammino, che con l’esempio del papa ci insegna cosa vuol dire chiedere "scusa", che cerca di trovare un posto per ciascuno all’interno del suo abbraccio accogliente lanciando il suo invito a tutti gli uomini e le donne del nostro tempo con un "per favore", una Chiesa in grado di non piangersi addosso ma di dire "grazie" anche per le sfide del nostro tempo e di incoraggiare tutte le persone e le famiglie di buona volontà, anche quelle sfiduciate.

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