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Addio Bice, amata da tutti a Villa Santa Rita   versione testuale

Beatrice Sangiorgi ne era la presidente molto apprezzata. I gatti, la lettura e il Rosario le grandi passioni che condivideva con tutti


Lunedì 2 luglio  ci ha lasciato Beatrice Sangiorgi, "Bice" per chi la conosceva bene.
«Un’altra anima si è aggiunta a quelle del Paradiso!», ha commentato un sacerdote al quale ho portato la notizia. Sì, direi che la frase calza a pennello. Io riassumerei la personalità e la vita della Bice in tre parole: fede, serenità, essenzialità.
Conobbi la Bice molti anni fa: Imola era una città piccola, quasi un paesone e, soprattutto negli ambienti cattolici, ci si incontrava di frequente.
Ma fu quando si trasferì - per la precisione il 25 novembre 2009 - convinta e decisa, a Villa Santa Rita che ebbi modo di cominciare a frequentarla e conoscerla meglio.
Arrivò nella nuova casa il tardo pomeriggio; andai subito a salutarla ma non la trovai sola, aveva con sé Camilla, la sua gatta.
Villa Santa Rita mi è familiare. Ho avuto modo di conoscere l’ambiente sin dal suo nascere; lì hanno trascorso anni sereni molte amiche di mia madre e anche due mie zie.
Nell’oltrepassare  la soglia, non si ha l’impatto freddo con una casa di riposo, ma ci si trova in famiglia. Anche la Bice, entrando a far parte di questa piccola comunità, portò in essa tutti gli aspetti della propria personalità: la finezza, la cordialità, la cultura, ma sempre con discrezione e semplicità.
Quando andavo a farle visita, gli argomenti di conversazione erano molti: entrando nel suo piccolo nido spesso la trovavo con la corona del Rosario in mano, intenta a pregare, altre volte immersa nella lettura. I libri costituivano ancora la sua passione. Ma non disdegnava neppure le parole crociate (comprava regolarmente la Settimana enigmistica) «perché - mi diceva - mi aiutano a tenere allenata la memoria».
Era una gattofila. Dei gatti ammirava lo spirito di indipendenza e di libertà; se la nostra conversazione per caso partiva da questo argomento non finivamo più di raccontarci le prodezze, io del nostro Micio, lei di Camilla. E quando, salutandola, me ne andavo, mi raccomandava di dare, da parte sua, una carezza a Micio. Camilla era mancata vari mesi fa nel sonno e Bice, pur sentendone la mancanza, era quasi contenta che l’avesse preceduta.
Lettura, preghiera… ma la Bice non era solo questo: viveva nella realtà, aveva un fine senso dell’umorismo, era briosa al momento giusto e in modo opportuno. Una persona completa, quindi, che sicuramente ha dato molto nella scuola come insegnante, così come ha lasciato il vuoto nella famiglia di Villa Santa Rita, sia come Oblata Trinitaria che come presidente della struttura; compianta anche da chi l’ha conosciuta e stimata nelle varie Associazioni di cui ha fatto parte - San Vincenzo, Apostolato della Preghiera, Fondazione per l’Infanzia Santa Maria Goretti - nonché dai parenti e nipoti che hanno avuto in lei un costante esempio di vita.

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