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I giovani e la politica   versione testuale

L'incontro organizzato dall'Agesci di Imola tra i candidati sindaco sui temi che stanno a cuore alle nuove generazioni


La campagna elettorale per le amministrative, tra le altre cose, sembra alimentare uno dei tanti stereotipi che riguardano i nostri giovani, ovvero quello del disinteresse per la politica. Le cifre su partecipazione giovanile e astensionismo (di tutti in realtà) sono impietose, ma i segnali che vengono dai ragazzi e dalle ragazze dell’Agesci ci hanno prima stupito, poi ricordato ancora una volta che in loro resta nascosto ma mai sopito il desiderio di conoscere, scoprire, partecipare.  
Proprio sui giovani, diceva papa Francesco, durante la Domenica delle Palme "Se questi taceranno, grideranno le pietre. Far tacere i giovani è una tentazione che è sempre esistita. Ci sono molti modi per rendere i giovani silenziosi e invisibili, perchè non facciano 'rumore'. E sta a voi non restare zitti. Se gli altri tacciono, se noi anziani e responsabili  tante volte corrotti stiamo zitti, se il mondo tace e perde la gioia, vi domando: voi griderete? Per favore decidetevi prima che gridino le pietre".
L’invito del papa ha mosso i cuori e le menti dei ragazzi che hanno prima “ascoltato” la politica, partecipando agli incontri organizzati dal Nuovo Diario Messaggero. Poi è arrivato il momento di porre le domande, ma non da semplici uditori, bensì da protagonisti di un incontro voluto da loro (svoltosi il 5 giugno), per loro, con altri giovani: quale futuro per l’Autodromo? Cosa fare nel vastissimo complesso dell’Osservanza? Come rilanciare il centro storico? Come integrare la necessità di spazi verdi, il consumo del suolo e la riqualificazione industriale? 
Richiamiamo inoltre l’attenzione su altri due temi cari a noi scout, coi quali ci confrontiamo quotidianamente nel nostro agire educativo: il sostegno alle famiglie, soprattutto quelle giovani e in difficoltà e l’importanza del Terzo Settore.
Il sostegno alle famiglie, cellule fondamentali della nostra società, dovrà essere concreto e passa gioco forza dalla scuola: istruzione di qualità, ambienti a norma e adeguati, servizi pre e post scuola, mobilità pubblica sia con mezzi di trasporto che con il sempre più apprezzato Pedibus, sono solo alcune iniziative da rafforzare per sostenere le famiglie e i giovani. Questi ultimi, sempre loro protagonisti, che sono poi attesi da un mondo del lavoro che ha “fame” di ragazzi con una buona preparazione di base, vogliosi di mettersi in gioco. Questo è tanto più vero nel nostro territorio, dove sia la grandi aziende che le piccole e medie imprese cercano di continuo giovani da formare e su cui costruire il futuro. 
Infine la nostra riflessione sul Terzo settore riprende quella già fatta da Comunione e Liberazione nell’editoriale del 19 maggio u.s. dove si sottolineava l’importanza delle opere sociali, che devono avere “il valore di testimonianza e richiamo a un impegno fattivo”. Testimonianza e impegno in tutti i campi, ma che necessitano di un quadro normativo di base incline ad accettare l’operato di Terzo settore, religioso e laico, sulla base di un riconoscimento di utilità alla comunità cittadina.

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