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Sabato 24 in cattedrale si è svolta la veglia di preparazione per la Giornata mondiale della gioventù diocesana

Un primo passo verso la Gmg di Panama   versione testuale


Si è tenuta sabato 24 marzo nella cattedrale di San Cassiano, la veglia in preparazione alla XXXIII Giornata mondiale della Gioventù di Panama 2019.
Un appuntamento oramai consueto di viva comunione tra il vescovo Tommaso Ghirelli e i giovani della Diocesi, che si trovano, oggi più che mai, in cammino verso la Gmg e verso l’ormai prossimo sinodo dei giovani 2018.
Dopo un primo momento di preghiera nel piazzale e la benedizione degli ulivi, la veglia è proseguita dentro la cattedrale con l’Adorazione Eucaristica, intervallata da canti e letture di brevi frasi sulla vita di don Leo Commissari a 20 anni dalla sua morte, con la possibilità per tutti di confessarsi e infine con uno spunto di riflessione del vicario generale don Andrea Querzè, sul messaggio del papa rivolto ai giovani.
Don Querzè, infatti, invitando alla lettura del messaggio, ha sottolineato come le parole del santo padre siano quelle rivolte dall’angelo Gabriele a Maria, le quali iniziano con un saluto di conforto “Non temere”. Allo stesso modo anche noi giovani siamo chiamati a non avere paura, anzi, in un progressivo percorso di discernimento personale, siamo invitati a “chiamare per nome” le nostre paure e difficoltà, per poterle guardare in faccia e avere su di esse maggiore coscienza.
Il secondo passaggio è quello dell’abbandono a Dio: nel riscoprirci bisognosi, ci rendiamo anche consapevoli della necessità della Sua misericordia e del suo sostegno. Allora la preghiera, la riflessione e l’adorazione diventano strumento per camminare su questa strada di ricerca e di scoperta.
Il terzo passaggio è quello della verifica: mediante l’aiuto di un confessore, di un direttore spirituale, di un educatore, di un responsabile, di una guida di fiducia, è possibile verificare che i passi siano posti nella giusta direzione e che il discernimento abbia, come orizzonte ultimo, Cristo.
Dio infine, come l’angelo Gabriele alla Vergine, ci chiama per nome e ci chiede un confronto personale con Lui; domanda a noi un sì pieno, come quello di Maria.
Solo in questo modo la grazia presso il Padre sarà piena e compiuta e le nostre paure, diverranno nuovo slancio di speranza per il futuro. Cogliamo allora l’invito di papa Francesco a partecipare alla veglia dell’11 e 12 agosto a Roma e al pellegrinaggio notturno diocesano imolese per le Rogazioni del 13 maggio.
Continuiamo allora a camminare insieme verso il sinodo e verso Panama, perché le nostre tracce possano essere il frutto di una gratia plena.

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