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Don Ignazio Spadoni, musica al servizio della Chiesa   versione testuale

Concerto commemorativo domenica 11 marzo alle 16 organizzato dall’Associazione Banda Musicale Città di Imola al Carmine


Fede religiosa e fede nella musica non sono necessariamente elementi inscindibili. Possono incastrarsi e fornire un notevole apporto al percorso di crescita di un giovane e, persino, aiutarlo a definire il proprio futuro. Questo voleva dire crescere sotto l’egida di don Ignazio Spadoni e questo è anche l’obiettivo del concerto annuale che si ripete ormai dal 2003, anno della sua scomparsa, nella cornice della chiesa di San Giacomo Maggiore del Carmine di Imola. Quest’anno fissato per l’11 marzo alle 16 è organizzato dall’Associazione Banda Musicale Città di Imola, data la stretta relazione e l’importante apporto che don Spadoni aveva fornito alla musica nel territorio. La sua memoria verrà onorata con l’esibizione della Filarmonica Imolese diretta dal direttore Gian Paolo Luppi, con la partecipazione del soprano XinZhu Li e del tenore Haruo Kawakami e musiche di Bizet, Catalani, Doss, Gold, Rossini e molti altri.
Il connubio tra banda e Don Spadoni si consolidò negli anni ’70, quando il prete creò la Primavera del Carmine. Come ricorda Giuseppe Buscaroli, coordinatore della Banda Musicale Città di Imola e clarinettista «ci accoglieva da bambini e iniziavamo con il flauto dolce partecipando ad alcune funzioni religiose. Poi passavamo ad altri strumenti ed entravamo nella banda. In questo modo eravamo già preparati. La formazione juniores che abbiamo costituito, parte proprio dall’idea della Primavera del Carmine». Oggi, molti dei suoi ex alunni sono musicisti affermati o insegnanti: il trombettista Luigi Zardi, il flautista di fama mondiale Massimo Mercelli e il direttore della banda Fabrizio Bugani. Nomi che aiutano a fornire una testimonianza diretta dell’efficacia con cui Spadoni ha introdotto quei bambini al mondo della musica. Altri di loro invece non suonano più ma con la musica continuano ad avere a che fare, come nel caso di Franco Camaggi, vicepresidente della banda, che lo ricorda scherzosamente con alcuni aneddoti: «Ascoltava il suono delle campane per capire se fossero intonate. Se non lo erano, le cambiava. Quando la chiesa di Croce Coperta cambiò le sue, per farlo arrabbiare bastava dirgli che fossero più intonate di quelle del Carmine». Poi aggiunge sorridendo: «Mi permetteva di suonare la chitarra elettrica a messa. Una volta portammo anche una batteria. Diciamo che Spadoni non era proprio contento ma tollerava comunque. Inoltre era un bravissimo organista».
Anche Buscaroli ricorda un evento particolare: «Ci portò diverse volte a Roma, durante il pontificato di papa Giovanni Paolo II. Una volta riuscimmo a suonare vicino a lui. Si avvicinò, ci salutò e si fece una foto con noi. Fu molto emozionante. Don Spadoni fu determinante nell’organizzazione di quell’evento». Tante le testimonianze, tanti gli aneddoti, alcuni dei quali probabilmente riemergeranno nel concerto a lui dedicato. Tutti sono invitati, l’ingresso è libero.

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