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La Mongolfiera, una compagnia umana contro la disabilità   versione testuale

Dal 2011 l'Associazione aiuta le famiglie con figli che necessitano di assistenza. Il presidente De Santis: "Queste persone sono la strada per la nostra conversione"


"La mia vita è come una mongolfiera, più vado, più m’innalzo, più mi impegno, più sono dentro a questa vita, più scopro degli aspetti dell’umano che erano impossibili prima: la capacità di fedeltà, di amicizia, di lealtà, di ripresa, di indomabilità, che non avevo mai pensato prima. Perciò, da ultimo, è una gratitudine. È una gratitudine che caratterizza la mia vita, perciò non ho paura di darla tutta".

Questa frase, pronunciata da Enzo Piccinini nel 1998 qualche mese prima di morire in un tragico incidente, rappresenta oggi il manifesto dell’associazione La Mongolfiera Onlus. Una dichiarazione d’intenti ben precisa che, dal 2011, sta tracciando una strada su cui in questi anni hanno potuto camminare molte famiglie che hanno figli con disabilità varie. Davide De Santis, fondatore dell’associazione e attuale presidente, racconta l’inizio dell’avventura: "Tutto è nato quando, iscrivendo mia figlia alla scuola materna privata, abbiamo capito che la sua condizione di disabilità portava con sé alcune complicazioni di ordine economico ed organizzativo, sia alla scuola che alla nostra famiglia. In sostanza la scuola non riusciva a coprire il pagamento dell’insegnante di sostegno e ci chiedeva un aiuto. Abbiamo quindi iniziato a pensare ad un’associazione che aiutasse le famiglie con figli con disabilità, affinché non rinunciassero alla scelta nel percorso educativo del figlio disabile per la questione economica. Questo ha comportato il metterci a lavorare su alcune attività di raccolta fondi".

Se tutto è nato perché la problematica da affrontare era “in casa”, la famiglia De Santis si è trovata tra le mani qualcosa di molto più grande, un regalo inaspettato, da portare avanti insieme ad alcuni amici. Infatti frequentando un ospedale che era stato consigliato alla famiglia per la cura della figlia, è accaduto un incontro imprevisto e imprevedibile: "Siamo rimasti colpiti dal grido espresso dalle persone che abbiamo conosciuto in quel luogo – continua De Santis – sia dei ragazzi che di tutte le loro famiglie. Il desiderio di queste famiglie con figli disabili è grande: desiderano tutto e questo si scontra spesso con l’apparente inadeguatezza della realtà che porta con sé molti ostacoli e fatiche. Questo fatto ha iniziato a farci pensare che oltre alla ricerca fondi avremmo forse dovuto orientare l’attività dell’associazione a conoscere e far compagnia alle famiglie nella nostra condizione".

È così che la necessità materiale ha incontrato quella umana. Il desiderio di compimento, pur nelle mille difficoltà, di quei ragazzi e delle loro famiglie ha dettato un modo intelligente di ricercare fondi, di proporre iniziative, di conoscere persone, per sostenere economicamente gli interessati. Da questo bisogno urgente è scaturita una fantasia ed una creatività che in 6 anni ha coinvolto nei progetti anche molte persone famose. Tra gli eventi promossi il Trofeo Mongoalfiera, una giornata di calcio e giochi allo stadio Dall’Ara di Bologna in compagnia di alcune vecchie glorie tra cui Franco Baresi e Dario Hubner. Tra le iniziative anche uno spettacolo a teatro insieme al celebre comico Paolo Cevoli (vedi box a fianco).

Tutti i soldi raccolti confluiscono nel Bando Giacomo, a cui le famiglie interessate possono partecipare chiedendo un aiuto economico di massimo 3500 euro. Solo per dare le dimensioni del progetto, il bando dell’anno scorso metteva a disposizione 105mila euro per 76 famiglie. Quest’anno 91 famiglie hanno richiesto un aiuto complessivo di 240mila euro, con un aumento complessivo del 35%.

"Questa esperienza si chiama La Mongolfiera, perché la frase di Piccinini riassume ciò che stiamo vivendo e quindi quello che possiamo testimoniare. Viceversa queste persone sono la strada per la nostra conversione e sono come il fuoco che innalza la nostra Mongolfiera. Per noi ogni bambino è un dono e va amato così com’è" conclude De Santis.


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